Skip to main content
sanzioni antiriciclaggio e ricorsi

Sanzioni antiriciclaggio e ricorsi: tutto ciò che c’è da sapere sulla normativa italiana di riferimento

Quando si osserva il contesto legislativo italiano in ambito economico e finanziario, ci si accorge sin da subito di quanto variegato il panorama burocratico possa essere, comprendendo una serie di regolamentazioni e leggi che, talvolta, possono osteggiare il prosieguo delle attività più disparate, nonostante la loro natura legale.

È, pertanto, necessario comprendere a pieno tutti i dettagli relativi alle violazioni che gli enti di riferimento, come la Guardia di Finanza, possono intercettare nel Processo Verbale di Constatazione, valutando in modo accurato quale possa essere la strategia difensiva opportuna per non incorrere in sanzioni antiriciclaggio senza giusta causa, dovendone successivamente affrontare le conseguenze. 

Nel momento in cui si configura una presunta attività di riciclaggio, la Guardia di Finanza applica la normativa prevista dal d.lgs.231/2007, verificando – per l’appunto – le dinamiche di interesse, notificando al presunto responsabile quanto sta accadendo. È importante sottolineare che, nella stragrande maggioranza dei casi, la parte interessata al controllo non è in possesso degli strumenti necessari per poter comprendere quanto gli viene contestato o l’importo della sanzione irrogata in un secondo momento dall’autorità preposta, ossia il MEF

L’interpretazione appena fornita dell’iter di individuazione di reati di riciclaggio interessa, per la maggior parte, i soggetti fisici o giuridici di dimensioni minori, tra cui è possibile annoverare commercialisti, consulenti del lavoro, money transfer, agenzie immobiliari, mercanti d’arte e via discorrendo. In questa sede riteniamo necessario puntualizzare che non è consigliato sostenere in modo autonomo la difesa in sede amministrativa, preferendo invece la redazione delle memorie da presentare al Ministero entro trenta giorni dalla notifica della violazione stessa. 

Nell’ambito delle contestazioni che possono avvenire più soventemente presso gli uffici pubblici preposti, oltre alle omesse segnalazioni relative all’utilizzo, da parte dei clienti, del denaro contante che eccede i limiti imposti dalla normativa, è possibile anche riscontrare l’inosservanza degli obblighi di verifica della clientela, l’omissione della conservazione dei documenti di avvenuta verifica e la mancata segnalazione di operazioni sospette. Tra le ulteriori fattispecie che interessano la normativa sopramenzionata, si trova anche l’inosservanza degli obblighi di comunicazione

Le fattispecie più comuni in materia di sanzioni antiriciclaggio 

Come già precedentemente accennato, le fattispecie appena menzionate si rifanno alle casistiche più comuni per le quali vengono contemplate due configurazioni sanzionatorie differenti. in primo luogo, quella prevista dal comma uno dei rispettivi articoli prevede una sanzione pecuniaria fissa di euro 2000. Troviamo, poi, la fattispecie qualificata, per la quale le sanzioni oscillano da 2500 euro a 50.000. il cambiamento in termini di gravosità delle sanzioni varia in funzione della presenza, alternativa o cumulativa dei caratteri di ripetizione, sistematicità, pluralità e gravosità. 

È proprio per questo motivo che, durante il Processo Verbale di Constatazione, le autorità si riferiscono al grado e all’intensità dell’elemento soggettivo, facendo attenzione alle fattispecie avverse che motivano il sospetto e al valore dell’operazione stessa in relazione all’incoerenza del rapporto in questione. Sussistono, in queste casistiche, dunque, una serie di margini di discrezionalità a cui i verificatori sono tenuti ad attenersi. Nella stragrande maggioranza dei casi non è chiaro – alle parti interessate dai controlli – che il termine di prescrizione per l’inosservanza di tali precetti sia di cinque anni. Pertanto, il processo verbale di contestazione non dimentica di esporre anche la violazione dell’articolo 57. 

La contestazione delle sanzioni relative all’articolo suddetto e al numero 56 può avvenire nella medesima sede. Chiaramente, determinare una simile sanzione significa rifarsi alle circolari emesse proprio per chiarire le fattispecie che delineano le violazioni. La circolare n. Prot. DT 56499 – 17/06/2022 stabilisce intervalli da 2500 euro a 15000, fino a 30.000 e da 30.000 a 50.000 in relazione alle sanzioni che vengono irrogate nel momento in cui si è in presenza di violazioni connesse ai reati di riciclaggio

Appare evidente che le sanzioni in oggetto non assumono la medesima ampiezza a parità di fattispecie occorse, segnalando valori differenti in funzione delle aggravanti e degli elementi che le determinano. La collocazione della violazione in un particolare intervento viene eseguita proprio dai professionisti del MEF, il cui compito, non è soltanto quello di individuare le presunte scorrettezze in merito alla mancata segnalazione delle operazioni sospette, ma anche quello di comprendere, per l’appunto, quali sono le specifiche dinamiche che interessano la persona fisica o giuridica in questione. 

In questi casi, comunque, le fattispecie base sono soggette ad una sanzione fissa di 3000 euro, con un eventuale ricorso che può essere diretto alla constatazione dell’organo giudicante nel momento in cui si è in possesso degli elementi probatori in grado di definire la non sussistenza completa dell’infrazione e, dunque, non soltanto la lieve entità di quest’ultima.

L’inosservanza del precetto di comunicazione da parte dei membri appartenenti agli enti di controllo è, al contempo, regolamentata e punita dall’art.59 del d. lgs. 231/2007. 

Le fattispecie in oggetto si configurano nel settore professionale nel momento in cui il presunto obbligato è colpevole di trascurare di riferire alle autorità di vigilanza di settore tutti quegli accadimenti che potrebbero rappresentare una violazione grave, ripetuta, sistematica o plurima dei dettami di cui si parla al Titolo II del d. lgs.231/2007.

In questi casi, ossia nel momento in cui occorre un’omissione in termini di vigilanza sull’attuazione delle regole che prescrivono l’adeguata verifica, la conservazione e la segnalazione di operazioni sospette, le sanzioni a cui le parti chiamate in causa sono tenute a ottemperare oscillano da un importo di 5000 ad un massimo di 30000 euro, in relazione alla gravità presunta degli accadimenti stessi. 

Come già precedentemente accennato, le persone giuridiche e gli enti interessati da questa tipologia di schema sanzionatorio sono: agenzie immobiliari, money transfer, compro oro, agenzie di sicurezza privata che agiscono nel settore dei valori, galleristi d’arte e via discorrendo.

In queste circostanze, in conclusione, si ritiene opportuno rivolgersi ad un avvocato esperto nelle sanzioni antiriciclaggio e nei ricorsi, in maniera tale da poter fare chiarezza su tutti i punti e le controversie in grado di aggravare la fattispecie o annullarla, in relazione a quanto accaduto, al materiale probatorio fornito e alla comprensione della complessità della norma.